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Sognare, perché è così importante

Sognare, perché è così importante

«Cosa ci rende umani? Il fatto che tutti abbiamo sogni». Così viene spiegato sul sito www.dayfordreamers.com il senso della Giornata mondiale del sogno, che si celebra ogni 25 settembre. Istituita inizialmente negli Stati Uniti, la giornata vuole celebrare il sogno in senso lato, simbolo di immaginazione, creatività, desiderio di cambiare il mondo. Ma anche momento essenziale della vita di una persona. Sono infatti cinquantamila le ore che, nell’arco della vita, trascorriamo sognando. L’attività onirica ha sempre avuto un ruolo centrale in ogni cultura mentre per la scienza resta un argomento di ricerca ancora relativamente misterioso. Se da un lato iniziamo a comprendere le funzioni del sonno profondo, quelle del sonno rem (rapid eye movement, caratterizzato cioè da movimenti rapidi degli occhi) sono meno conosciute nonostante l’importanza che riveste nello sviluppo cerebrale.

Perché sogniamo?

Ma esattamente, a cosa serve sognare? Secondo alcune teorie il sogno potrebbe aiutare a rafforzare la memoria: nel 2004 uno studio pubblicato dalla rivista Neuron aveva analizzato l’attività cerebrale di alcuni volontari mentre imparavano a navigare nella città virtuale di un videogioco. Nel corso della notte successiva, durante il sonno profondo, si riattivavano le stesse regioni dell’ippocampo che si erano messe in funzione durante il gioco, a riprova del ruolo di consolidamento dei ricordi proprio del sonno. Secondo altri ricercatori invece i sogni servono a verificare esperienze precedenti: sempre nel 2004 in uno studio su Nature Jan Born dell’Università di Lubecca (Germania) aveva dimostrato che soggetti occupati in operazioni mentali avevano il doppio di probabilità di risolvere i problemi se le esercitazioni erano inframezzate da una notte di sogni.

Non possiamo non sognare

Quel che è certo è che sognare è inevitabile e che è strettamente correlato alla salute del sonno e dell'organismo in generale. Non è un caso ad esempio che si facciano incubi dopo una cena pesante: gli stati fisici possono influenzare i sogni, dal momento che le percezioni sensoriali provate durante il sonno possono entrare nel sogno. È quel che capita anche con il sussulto mioclonico, un movimento involontario delle gambe che tutti sperimentiamo in fase di addormentamento: a questo movimento corrisponde spesso il sogno di una caduta. Sognare bene è indice di un sonno rigenerante: un fattore importante per quel 30-40 per cento di popolazione che sperimenta l’insonnia o disturbi del ritmo sonno-veglia caratterizzati da un'insonnia iniziale oppure da risvegli notturni. In questi casi un aiuto può venire dagli integratori naturali a base di melatonina e di altri estratti utili a conciliare il sonno in modo naturale, senza un impatto negativo sul sistema nervoso centrale. E così, anche i sogni saranno… d'oro.

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