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Prostatiti, il ruolo dell'intestino

Prostatiti

Le donne non hanno più enormi difficoltà a parlare dei loro disturbi intimi: la figura del ginecologo è ormai familiare a tutte, e per fortuna. Purtroppo non vale lo stesso per gli uomini, che ancora fanno fatica a riferire al medico di base o allo specialista disturbi legati alla sessualità e alla sfera urogenitale. Così le prostatiti, infiammazioni abbastanza comuni della prostata che comportano disturbi della minzione e della vita sessuale, spesso rimangono non diagnosticate. Con conseguenze anche serie destinate a peggiorare nel tempo. Quello che spesso gli uomini non sanno è che questa condizione è prevenibile con un'attenzione alla salute a tutto tondo, partendo dall'alimentazione.

Cos'è la prostatite?

Facciamo però un passo indietro: la prostatite, che può essere acuta o cronica, è normalmente causata da un'infezione prodotta da batteri intestinali che percorrono l'uretra. Tipicamente si presenta con un dolore all'inguine o alla bassa schiena, problemi urinari, con la presenza talvolta di sangue nelle urine e con fastidi durante i rapporti sessuali. Quando la condizione si cronicizza, si presenta anche un bisogno di urinare con frequenza e urgenza oltre a dolore durante la minzione. Purtroppo con il tempo nascono anche i problemi sessuali: calo del desiderio, dell'erezione ed eiaculazione precoce. In alcuni casi, poi, si aggiunge anche infertilità. La diagnosi è semplice e non richiede altro che la descrizione dei sintomi, una palpazione prostatica e magari qualche esame.

Cosa possiamo fare con l'alimentazione

Parlavamo di alimentazione. Cosa c'entra? Mantenere un apporto di nutrienti corretto e bilanciato garantisce un microbiota intestinale in forma, con vantaggi sulla salute urogenitale. Purtroppo però capita frequentemente che un periodo di stress o alcuni giorni di alimentazione poco attenta possano sconvolgerlo causando una disbiosi, cioè un'alterazione della flora intestinale. Generalmente i campanelli d’allarme sono solo diarrea, gonfiore e dolori addominali. Tuttavia se sottovalutata la condizione può portare anche a infezioni urinarie come appunto le prostatiti. In che modo? La disbiosi causa un'alterata permeabilità dell'intestino favorendo così il passaggio di specie batteriche verso le vie urinarie. L'urologo deve quindi comprendere questi disturbi per individuare una terapia che può comprendere, oltre ai farmaci, anche integratori alimentari. I cosiddetti simbiotici, come quelli base di fibra di psyllium e di fermenti lattici vivi, uniscono in particolare i vantaggi dei probiotici (cioè microorganismi vivi che modulano il sistema immunitario e controllano l'insorgere di infezioni extraintestinali) a quelli dei prebiotici, fibre naturali che nutrono le cellule del colon creando le condizioni ambientali favorevoli alla crescita dei primi. Ovviamente è fondamentale anche una dieta mirata: alcuni alimenti quali cibi piccanti, caffè, uova, frutta secca e vino rosso vanno infatti moderati in quanto dannosi in corso di prostatite.

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