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Disturbi del sonno? Anche nei bimbi

Disturbi del sonno nei bambini

Che dormire bene sia salutare è cosa nota. Che l'igiene del sonno sia fondamentale anche per i bambini, forse un po' meno. Non è infatti raro che anche tra bambini e preadolescenti l'insonnia costituisca un problema. Secondo un'indagine condotta dalla Società italiana di pediatria preventiva e sociale, in Italia soltanto il 70 per cento circa di chi ha meno di 14 anni dorme in modo adeguato. La fascia di età più critica? Quella dei ragazzini tra i 10 ai 13 anni. Del resto altre ricerche stimano che fino ai tre anni di età il 20 per cento dei bimbi presenta disturbi del sonno. La casistica mostra come i più colpiti siano primogeniti e figli unici, bambini allattati al seno e quelli che dormono nel lettone insieme ai genitori.

Quanto sonno serve ai bambini?

La causa? In genere è psicologica, raramente è organica. In questi ultimi casi, il problema è il reflusso, oppure disturbi dell’orecchio, asma e patologie della pelle. Secondo l'American academy of sleep medicine, nella fascia che va da 1 a 3 anni il bambino dovrebbe dormire tra le 12 e le 14 ore mentre tra i 3 e i 5 anni dalle 10 alle 13 ore. Dai 5 ai 12 anni sono consigliabili circa 10-11 ore di sonno e dopo i 12 anni ne servirebbero almeno 9. I dati sono stati calcolati prendendo in considerazione anche le raccomandazioni della National Sleep Foundation circa il sonno necessario nell'infanzia e nell'adolescenza. Consideriamo infatti che durante il sonno viene secreta la somatotropina, l’ormone della crescita: questo significa che un bambino che dorme bene è destinato a sviluppare meglio le proprie potenzialità psicofisiche. Ma le conseguenze della mancanza di sonno in fase di crescita sono psichiche, con maggior rischio di ansia e depressione, comportamentali (aggressività e iperattività) e sul peso, con una maggiore predisposizione a sovrappeso e obesità. Ma perché bambini e ragazzi dormono meno? Perché oggi sono sottoposti a tanti stimoli: giochi, televisione, pc e tablet, videogiochi. Per questo i pediatri consigliano di ridurre gli stimoli forti man mano che l'ora della nanna si avvicina. È importante infatti che il bambino impari le abitudini connesse al momento dell’andare a letto.

Aiutiamoli naturalmente

E se invece i risvegli sono notturni? Il più comune errore, nei più piccoli, è quello di offrir loro il seno ogni volta che piangono a prescindere da quanto tempo è passato dall’ultima poppata. Meglio piuttosto aiutarli in modo naturale, prima di coricarsi: esistono tisane che possono essere piacevoli anche per i più piccoli, utili a facilitare il sonno in modo naturale. Discorso analogo per gli integratori a base di melatonina, che non influiscono negativamente sulle funzioni mentali e sullo sviluppo del cervello ma permettono un addormentamento e un mantenimento del sonno prolungato e riposante per i piccoli.

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