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Cosa non ci fa dormire bene?Cosa_non_ci_fa_dormire_bene

Sono innumerevoli le persone, in Italia, che soffrono di qualche disturbo del sonno. Di queste ben cinque milioni invece non possono dormire anche potendo in quanto impegnate di notte in varie attività lavorative e non. La notte non è più quella del passato: accanto al numero crescente di lavoratori costretti a turni anche dopo il calare del sole c'è infatti chi si priva volontariamente del sonno, tardando il momento di andare a letto, per dedicarsi alla palestra, alle uscite con gli amici o ad altro ancora. Purtroppo però la scarsa quantità e qualità del riposo notturno ha grosse ripercussioni sulle performance cognitive diurne. Sonnolenza, deficit dell'attenzione e irritabilità possono essere la conseguenza dello sonno insufficiente e possono portare a esiti negativi sul piano sociale e psicologico. Inoltre l'alterazione dei ritmi circadiani comporta rischi per la salute anche a livello degli apparati metabolico, endocrino e immunitario. Malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione, disturbi respiratori e obesità sappiamo oggi essere correlati anche a un sonno qualitativamente e quantitativamente scarso.

Lo stress che non fa dormire

Le categorie a più alto rischio sono gli anziani e le donne, oltre a chi vive fattori personali stressanti come divorzi, perdita del lavoro e difficoltà economiche. Ma cos'altro non ci fa dormire? Sicuramente lo stress professionale: alcuni studi hanno mostrato una tendenza crescente all'insonnia tra gli studenti universitari, che tuttavia hanno assolutamente bisogno di un buon riposo. Dormire favorisce infatti memoria e apprendimento: è infatti durante il riposo notturno che le connessioni cerebrali si riorganizzano. In questo caso, in particolare, un aiuto viene da alcuni rimedi: gli integratori a base di melatonina possono favorire l'addormentamento e il mantenimento del sonno dopo una giornata stressante, senza dover ricorrere e sedativi e ansiolitici.

L'insonnia ha diverse cause

Anche gli stili di vita hanno il loro peso: ad esempio il fumo. Una ricerca pubblicata da Psychology, Health and Medicine e condotta su quasi 5 mila adulti ha permesso di individuare nel sangue la quantità di cotinina, sostanza legata alla nicotina, arrivando a dimostrare come la sigaretta scateni una reazione a catena che, in ultima analisi, interferisce con la regolazione del ritmo sonno-veglia. Non solo: la nicotina accresce le onde cerebrali alfa, quelle che caratterizzano lo stato di veglia rilassata. Un'ultima nota: esiste una particolare forma di insonnia atipica, e sottovalutata, caratterizzata da sonno non ristoratore. In pratica, pur dormendo un numero di ore adeguato il soggetto mostra stanchezza e sonnolenza diurna. In questo caso più che mai occorre indagare: le cause possono essere diverse, sia psichiche che fisiche. Tra queste ultime la frequentissima sindrome da apnee notturne, collegata al russamento.

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