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Smartphone e tablet: attenti alla vista!

Smartphone e tablet: attenti alla vista!

Chi più chi meno, in funzione del tipo di lavoro, oggi tutti passiamo tante (e spesso troppe) ore davanti agli schermi di pc, tablet e smartphone. Purtroppo a pagarne le conseguenze sono gli occhi con sintomi come bruciore, fastidio o la sensazione di avere un corpo estraneo sotto le palpebre. Tempo fa in uno studio condotto su quasi mille bambini dagli studiosi dello Chung-Ang University Hospital di Seul (Corea del sud), pubblicato da Bmc Ophthalmology, era emerso che il 6,6 per cento dei piccoli soffre di occhio secco e che di questi il 97 per cento usa lo smartphone per 2 o 3 ore al giorno. In compenso chi non mostrava disturbi agli occhi usava i dispositivi per circa 36 minuti al giorno e passano molto del proprio tempo libero fuori casa alla luce del sole.

Troppo smartphone? L’occhio diventa secco

Ma esattamente, cosa può causare un utilizzo troppo intenso dei dispositivi digitali? Il primo campanello d’allarme è la secchezza oculare, cioè una ridotta lubrificazione della superficie dell’occhio. Questa condizione colpisce in genere chi fa lavori che impongono una prolungata visione da vicino, oltre a chi usa a lungo gli schermi elettronici. Il punto è che questi ultimi sono caratterizzati da una luce abbagliante, il che non aiuta. Inoltre quando siamo concentrati su un monitor riduciamo senza rendercene conto la frequenza con cui sbattiamo le palpebre e questo causa una ancora minore lubrificazione della superficie dell’occhio. Non dimentichiamo infine che chi usa molto pc, tablet e smartphone anche nel tempo libero tendenzialmente vive molto in ambienti chiusi e poco aerati, e questo rende ulteriormente secco l’occhio.

Le buone regole che salvano gli occhi

Tutto ciò non significa che dobbiamo demonizzare questi strumenti: l’importante è seguire alcune accortezze ed evitarne l’impiego prolungato. Prima di tutto regoliamo la distanza che deve variare tra i 50 e gli 80 centimetri in funzione della dimensione dello schermo. Se lavoriamo al pc posizioniamo la tastiera sul tavolo di lavoro in modo da lasciare spazio per gli avambracci. Teniamo inoltre lo schermo leggermente più in basso rispetto all’altezza degli occhi. Attenzione alla luce dello schermo: rimuoviamo altre fonti luminose che possono essere riflesse, manteniamo una luce ambientale uniforme evitando il buio completo. Facciamo pause: troppo lavoro allo schermo fa male, pertanto una volta ogni tanto alziamoci e guardiamo fuori dalla finestra per riabituare la vista alla visione da lontano. Del resto l’occhio umano è fatto essenzialmente per vedere in lontananza: la vista da vicino richiede uno sforzo che con il tempo disabitua il cristallino (la lente interna al nostro occhio) a rilasciarsi per vedere da lontano. Il punto è che oggi è sempre maggiore il tempo che trascorriamo in attività al chiuso o davanti a uno schermo: così oggi è miope almeno un ragazzo su tre, in Occidente. E il dato è in aumento.

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