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Reflusso e acidità, cosa non mangiare?

Reflusso e acidità, cosa non mangiare?

Acidità e reflusso sono forse i disturbi digestivi più comuni, nella popolazione occidentale: del resto alcuni dei farmaci per trattare questi sintomi sono tra i più prescritti in assoluto. Generalmente i medici usano l'espressione "disturbi acidocorrelati" per indicare due patologie distinte: il reflusso gastroesofageo e la gastrite. Certamente tra i due il primo è il più frequente. Dovuto a un ritorno del contenuto dello stomaco in esofago, è legato principalmente a un malfunzionamento del cardias, ovvero la valvola tra esofago e stomaco. Solo in una minoranza di casi questa condizione può produrre piccole erosioni dell’esofago e quindi un danno rilevabile con la gastroscopia. Il problema è molto diffuso nei Paesi occidentali, dove ne soffre il 15 per cento della popolazione: si nota, infatti, un incremento parallelo di casi di reflusso e di obesità. Il disturbo, inoltre, è più presente nelle donne che affrontano una gravidanza in età avanzata. Con o senza erosioni, i sintomi comprendono senso di bruciore dietro lo sterno e rigurgiti acidi, specie nelle due ore successive al pasto. 

I fattori scatenanti 

Nella stragrande maggioranza dei casi i pazienti possono essere seguiti dal medico di base, mentre serve lo specialista che prescriverà una gastroscopia quando sono presenti anche sintomi come asma, tosse cronica e laringiti, quando il paziente mostra segni di dimagrimento, anemia o difficoltà a deglutire. Nel caso della gastrite, i cui sintomi in genere sono meno intensi, è sempre indicata una gastroscopia con biopsie. Tra l'altro questo esame permette anche di individuare nello stomaco l’Helicobacter pylori, batterio causa della patologia nel 50 per cento dei pazienti, oppure eventuali ulcere. Infiammazione dello stomaco, la gastrite può presentarsi in forma acuta oppure cronica e può essere causata anche dall’assunzione eccessiva di antidolorifici. Anche fumo, alcool, cibi grassi o fritti e stress possono causarla. 

Le scelte alimentari anti-acido 

Entrambe le condizioni possono essere controllate con cambiamenti del nostro stile di vita. La prima terapia è il controllo del peso e dei pasti: cibi pesanti possono accentuare i sintomi così come l'abitudine di mangiare troppo e velocemente, soprattutto a tarda sera. A letto, inoltre, è meglio sollevare la testata del letto di 10-15 centimetri per impedire la risalita del contenuto dello stomaco. Nessun alimento causa reflusso o gastrite, ma certamente se già soffriamo di queste condizioni alcuni andrebbero evitati: pomodori, mele, pere, agrumi, ananas, banane, yogurt, formaggi grassi e stagionati, burro, cioccolato, menta, spezie, strutto e poi bibite gassate, caffè, tè e tisane. Una curiosità: molti pensano che, essendo alcalino (cioè non acido), il latte riduca l’azione dannosa degli acidi gastrici sull’esofago. Il beneficio effettivamente c’è, ma è solo temporaneo: se il latte è intero, infatti, i grassi contenuti in grandi quantità rallentano lo svuotamento dello stomaco. Così però i succhi gastrici vi restano più a lungo, con maggior rischio di risalire verso l’esofago.

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