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Gravidanza: emorroidi no problem

Emorroidi in gravidanza

Avere le emorroidi durante la gravidanza è praticamente inevitabile: si ritiene che ne soffra una percentuale di donne tra il 10 e il 35 per cento. Se per alcune il fattore scatenante è un’insufficienza venosa cronica, già presente prima dei nove mesi, sicuramente la stitichezza, così frequente con il pancione, aumenta il rischio di soffrire di disturbi anorettali. Inoltre lo scarso movimento fisico tipico della gravidanza, così come un'alimentazione non sempre sana, possono peggiorare la sintomatologia a causa della ridotta motilità intestinale. Ma non è tutto. Dalla terza settimana fino al sesto mese circa a favorire le emorroidi ci si mettono le modificazioni ormonali: gli estrogeni e il progesterone aumentano i loro valori causando debolezza venosa, che facilita il ristagno di sangue a livello anale. A partire dal sesto mese poi si aggiunge l’aumento del volume dell'utero che produce congestione venosa. Con l’aumento di peso inoltre il sintomo peggiora insieme alla stitichezza, che comporta sforzo durante l’evacuazione. Inoltre si verifica un ipertono anale che è deleterio. Il problema è particolarmente evidente nelle donne che hanno avuto due o più gravidanze e in quelle i cui genitori hanno avuto questo problema o soffrono di difficoltà circolatorie. 

Prevenire le emorroidi con l'alimentazione

Resta il fatto che per prevenire e curare le emorroidi alcune semplici regole di comportamento possono dare una mano, riducendo l'infiammazione e restituendo elasticità alle pareti venose. Sicuramente è buona norma integrare fibre nella dieta, per evitare stitichezza e quindi sforzo all'evacuazione. Ottimi anche gli alimenti che contengono sostanze in grado di rinforzare le vene, come i mirtilli e i frutti di bosco. Ovviamente è importante bere tanto, per rendere le feci più morbiche, e muoversi: l’attività fisica stimola la motilità intestinale e favorisce la circolazione. Attenzione anche a evitare sforzi improvvisi e a sollevare pesi in modo repentino, preferendo un regolare esercizio fisico: attività a corpo libero, nuoto o passeggiate. Il tutto, però, sempre in funzione del momento della gravidanza e delle condizioni di salute generale. 

Igiene e rimedi naturali

Non dimentichiamo poi di curare l'igiene intima: laviamoci con acqua tiepida e con detergenti appropriati, magari a base di sostanze lenitive e con pH adatto alle parti intime: esistono in commercio prodotti specifici per la zona anale. Asciughiamoci bene, delicatamente, e senza strofinare per non irritare. Dopo essere andati in bagno, e comunque sempre dopo la corretta igiene quotidiana, possono essere utili gel lenitivi ricchi di acido ialuronico utili a favorire il processo di riepitelizzazione della cute e delle mucose, e dunque di guarigione. Questi, tra l'altro, svolgono anche un’azione lubrificante che attenua il dolore da sfregamento durante l’evacuazione.

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