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Fumo e sonno: quali legami?

Fumo e sonno

Che fumare faccia male a cuore e polmoni, solo per citare due organi, è cosa nota. Meno noto è che il tabacco può rendere difficile il sonno. La conferma viene da diversi studi, che mostrano difficoltà di addormentamento e risvegli notturni nei tabagisti. Il problema è rilevante: chi non riposa bene ha infatti una qualità di vita più bassa che espone a depressione, ansia e disturbi cardiovascolari che vanno ad aggiungersi a quelli prodotti dal fumo. Una ricerca pubblicata da Psychology, Health and Medicine condotta su quasi 5mila adulti attraverso esami del sangue ha permesso agli studiosi di verificare la quantità di cotinina, una sostanza legata alla nicotina, così da arrivare a suddividere i pazienti in tre gruppi: ex fumatori, fumatori occasionali e fumatori regolari. I risultati sono stati chiari: i fumatori lamentano difficoltà nel prendere sonno e frequenti risvegli notturni in misura decisamente superiore ai non fumatori e agli ex. Il motivo è che la nicotina si lega ai recettori dell’acetilcolina e porta al rilascio di neurotrasmettitori che interferiscono con la regolazione del ritmo sonno-veglia. Non solo: la nicotina accresce le onde cerebrali alfa, quelle che caratterizzano lo stato di veglia rilassata. Facilita inoltre il rilascio dei neurotrasmettitori che favoriscono il risveglio, come la dopamina, e l’inibizione di quelli legati al sonno, come la serotonina. In alcuni fumatori si sviluppano episodi di astinenza notturna, che causano risvegli improvvisi. 

I fumatori dormono male

I benefici di non fumare valgono anche per chi ha smesso: gli ex fumatori mostrano infatti un sonno di migliore qualità. Secondo i ricercatori, ogni sigaretta fumata durante la giornata ci fa perdere 1,2 minuti in sonno. Anche uno studio dell’Università di New York pubblicato su Sleep Medicine mostra come le donne che smettono di fumare evidenzino un miglioramento del sonno e un minore rischio di insonnia oltre i 65 anni. Del resto è dimostrato che nei fumatori il sonno profondo ha una durata minore tanto da produrre sensazioni di non riposo al risveglio. 

Un aiuto dalla natura

Ovviamente smettere di fumare resta l'unica soluzione a questo e a decine di altri problemi e disturbi connessi alla nicotina e agli altri componenti della sigaretta: non è mai troppo tardi per buttarle via. Migliorare il sonno è comunque possibile, e in modo naturale, nel periodo di progressivo abbandono del vizio del fumo. Un aiuto viene dalla melatonina, sostanza naturalmente prodotta dall'organismo e necessaria all'addormentamento. Utili sono gli integratori che la contengono, a patto che essa sia presente in forma pura: una contaminazione può causare infatti effetti collaterali o ridurne le potenzialità. Quando è di qualità e pura, la melatonina non provoca assuefazione e può tranquillamente diventare parte delle strategie per riposare meglio.

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