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Dormire fuori casa non è un problema

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Capita a tutti: la prima notte fuori casa, che sia in hotel per lavoro o per vacanza oppure a casa di amici, si dorme sempre poco. A volte diamo la colpa allo stress, altre volte al materasso diverso dal nostro. Certo è che addormentarsi può non essere semplice quando siamo lontano dalla nostra camera da letto. Eppure perdere anche solo poche notti di sonno può far male all'organismo: ad esempio è ben nota la connessione tra privazione del sonno e ipertensione arteriosa. Un'insonnia, in particolare se prolungata nel tempo, produce infatti un aumento della pressione sanguigna con possibili danni ai vasi e al cuore. Del resto oggi sappiamo che l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale colpiscono maggiormente al risveglio, a prova che la notte può contribuire enormemente a salvaguardare oppure a danneggiare il sistema cardiocircolatorio e quello nervoso

Partiamo già da piccoli

Per questo è proprio in alcune circostanze, come quando dormiamo fuori casa, che è utile ripristinare da subito un sonno ristoratore. Anche nei più giovani. Del resto anche quella infantile è una forma di insonnia a tutti gli effetti: si calcola che fino ai tre anni il 20 per cento dei bimbi presenti disturbi del sonno, accentuati spesso in occasione di viaggi e soggiorni lontano da casa. In genere la causa è, per loro, psicologica e comportamentale. Se dormire bene è fondamentale per tutti, lo è però a maggior ragione per i piccoli: è infatti durante il sonno che viene secreta la somatotropina, l’ormone della crescita. Questo comporta che un bambino che dorme bene è destinato a crescere anche meglio. 

Alimentazione e integratori

Tuttavia in tutti, adulti e bambini, corretti comportamenti alimentari e di stile di vita possono favorire un sonno ristoratore anche in occasione di viaggi e soggiorni lontano dal letto di casa. Questo è valido in particolare in vacanza, e nei mesi estivi: le cause sono molte e per lo più associate al rialzo termico che impedisce il fisiologico abbassamento della temperatura corporea concomitante all’addormentamento. Non sono meno importanti i fattori ambientali che in questi periodi dell’anno sono spesso associati a una riduzione complessiva del numero di ore di sonno. Oltre a consumare cibi leggeri la sera, è talvolta utile per queste ragione anche l'integrazione di melatonina. Ormone prodotto da una piccola ghiandola del cervello, l’epifisi, in quantità diverse in base all’alternanza luce-buio, questa sostanza influenza il sonno. Gli integratori che la contengono, specie quando siamo lontano da casa, rappresentano una soluzione ottimale per trovare la calma e ridurre lo stress facilitano l'addormentamento in modo naturale e soprattutto senza effetti sedativi che potrebbero renderci poco attivi il giorno successivo.

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