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Disturbi del sonno, come riconoscerli

Disturbi del sonno come riconoscerli

I disturbi del sonno sono sempre più diffusi: secondo un sondaggio dell’Associazione europea disturbi da attacchi di panico, il 70 per cento degli italiani manifesta una qualche forma. Se oltre 9 milioni di italiani soffrono di insonnia cronica, esistono altri disturbi invalidanti come ad esempio la cosiddetta sindrome delle gambe senza riposo, che coinvolge il 10 per cento della popolazione: caratterizzata da sensazioni sgradevoli diffuse agli arti inferiori con formicolii, dolori e sensazioni di stiramento, questa condizione costringe il paziente alla veglia e ad alzarsi dal letto. L’uso di caffeina, l’esposizione prolungata a freddo e caldo e la gravidanza possono aggravare la sintomatologia. Il punto è che da un buon sonno dipendono buone performance diurne e la capacità di mantenere attenzione e concentrazione. Del resto la più comune causa di sonnolenza diurna è la mancanza cronica di sonno: responsabili possono essere scorrette abitudini come il consumo eccessivo di alcool e l’uso di tablet e smartphone prima di dormire. Se la forma occasionale di insonnia è generalmente dovuta a stress, quella cronica può essere causata da ansia, depressione, alcolismo o patologie degenerative. 

I disturbi del sonno più invalidanti

Altro discorso sono i disturbi del ritmo sonno-veglia, caratterizzati da un'insonnia iniziale oppure da risvegli precoci al mattino o ancora un ciclo caotico causato da anomalie nel nostro orologio biologico. Correlati al sonno ci sono disturbi fastidiosi come il bruxismo, ovvero il digrignamento dei denti durante il sonno, causa inoltre di cefalee e acufeni. Anche la roncopatia, o russamento, e la sindrome da apnee notturne sono invalidanti: la prima è in costante aumento e può compromettere il sonno, anche del partner dal momento che i suoni emessi possono arrivare a 80 decibel. La seconda invece consiste in ripetuti arresti della respirazione durante il sonno che incrementano l'incidenza di malattie cardiovascolari e neurologiche. 

I rimedi naturali per il sonno

Al di là delle terapie specifiche per ciascuna di queste condizioni, che devono essere valutate attentamente dallo specialista, molti rimedi possono aiutare a recuperare il sonno e a migliorare la qualità del riposo. Un aiuto viene anche dagli integratori alimentari, come quelli a base di melatonina. Assunti poco prima di andare a letto, possono facilitare un sonno rigenerante e il suo mantenimento senza dover ricorrere a farmaci ipnotici e sedativi che agiscono sul sistema nervoso centrale. Anche tisane, decotti e infusi possono in molti casi aiutare il fisiologico processo di addormentamento. Prima tra tutte le erbe, ovviamente, c'è la camomilla: forse la pianta officinale più usata per migliorare il riposo, ha proprietà calmanti e sedative utili agli ansiosi. Le tisane al tiglio sono anch’esse utili contro i disturbi del sonno: sono calmanti e sedative e hanno ottime proprietà diuretiche.

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