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Dimagriamo con gli alimenti più sazianti

Dimagriamo con gli alimenti più sazianti

Dimagrire significa mangiare meglio ma anche ridurre il senso di fame che, in alcuni casi, prosegue anche dopo aver terminato il pasto. È infatti un dato di fatto che esistono cibi con un minor potere saziante di altri. Tendenzialmente è il contenuto in acqua il principale dei parametri che rendono un cibo più o meno capace di saziarci. Teniamo presente che durante la cottura un alimento può assorbire o perdere molti liquidi. Solo per fare un esempio, cuocendo il riso può più che triplicare il suo peso dal momento che i chicchi assorbono notevoli quantità di acqua aumentano di gran lunga l'indice di sazietà. Le verdure, d'altro canto, tendono invece a perdere una certa parte di acqua durante la cottura e ciò ne aumenta la densità calorica. Va comunque detto che gli alimenti più sazianti, accanto a un'elevata quantità di acqua, presentano anche altre caratteristiche importanti: un moderato contenuto in proteine, una notevole quantità di fibre e un contenuto calorico relativamente minore rispetto al volume.

Legumi e cereali aiutano la sazietà

Molti legumi e cereali presentano alcune o tutte queste caratteristiche. Ad esempio, l'avena è tra i cereali con più elevato tenore di fibre e tra queste c'è il betaglucano che aumenta il senso di sazietà agevolando il rilascio di specifici ormoni che comportano un ritardo dello svuotamento gastrico. La quinoa, uno pseudocereale, ha buone quantità di proteine e soprattutto di fibre che contribuiscono a indurre sazietà. Anche legumi come fagioli, piselli, ceci e lenticchie sono ricchi di proteine, fibre e hanno bassa densità calorica. Se le fibre sono quindi importanti, anche molti integratori che le contengono possono aiutare a indurre senso di sazietà. Un esempio è lo psyllium, fibra derivata dai semi della Plantago Ovata: oltre a migliorare il transito intestinale regolarizzandolo in caso di stipsi o diarrea, riduce l’assorbimento di colesterolo e zuccheri e agisce incrementando, appunto, la sazietà.

Consumo regolare di psyllium

L’assunzione dell’estratto dei semi di psyllium aumenta dunque il volume del contenuto intestinale senza però causare fermentazione e stimolando invece la peristalsi e l’evacuazione. Così si assicura al contempo un effetto lenitivo, antinfiammatorio e protettivo delle mucose intestinali. Lo psyllium, come tutte le fibre, è inoltre in grado di ridurre l'assorbimento dei carboidrati, riducendo così il picco glicemico dopo i pasti: consumarne quotidianamente circa 6 grammi insieme a circa 200 millilitri d'acqua può prevenire i disturbi cardiocircolatori e rendere più attivo il metabolismo garantendo una più facile l'eliminazione dello strato adiposo in eccesso.

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