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Diete, attenzione a quale scegliere

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità nel 2010 erano circa 43 i milioni di bambini sovrappeso sotto i 5 anni di età, di cui circa 35 milioni in Paesi in via di sviluppo dove l’avvento massiccio di cibi industriali ha avuto un ruolo determinante nell’incremento del peso corporeo. Oggi però, nel mondo occidentale, le diete sono anche una moda. Tuttavia da un punto di vista scientifico, il termine “dieta” indica semplicemente un’abitudine alimentare. Altro è quando il termine è accompagnato da un’altra parola che indica un regime finalizzato a dimagrire, ridurre la cellulite, alleviare disturbi cardiovascolari o compensare insufficienze alimentari. Anche in questo caso le indicazioni devono essere personalizzate in base al gusto, allo stile di vita e alle problematiche della singola persona. Così ad esempio se è vero che mangiare frutta fa bene, in un soggetto intollerante al sorbitolo, contenuto in molti frutti, quantità e qualità dovranno essere monitorate.

La via mediterranea

Un consiglio che va bene per tutti, però, c’è e viene dal nostro Paese: si chiama dieta mediterranea. Il primo a parlare dei benefici dell’alimentazione seguita nell’Italia del sud fu un americano, Ancel Keys, nel secondo Dopoguerra. Il medico statunitense, che per decenni visse in provincia di Salerno, scoprì infatti come l’alimentazione estremamente povera del Cilento era correlata a una ridotta mortalità per patologie cardiocircolatori rispetto all’opulenta America. A sessant’anni dall’intuizione di Keys, questa dieta è ancora oggi considerata dai ricercatori di tutto il mondo la migliore strategia alimentare per la prevenzione di tumori e malattie cardiovascolari, a oggi prime cause di morte nei Paesi occidentali.

Attenzione a grassi e zuccheri

Uno studio di alcuni anni fa condotto dalla Sahlgrenska Academy di Gotheborg (Svezia) aveva mostrato ad esempio come tra gli svedesi che seguono questo regime l’aspettativa di vita è superiore del 20 per cento rispetto a chi segue abitudini alimentari scandinave. Perché allora oggi il sud Italia vede un forte aumento dell’obesità? Perché la dieta mediterranea non è più seguita da nessuno, stravolta prima dall’abuso di formaggi come le mozzarelle e poi dall’eccessivo consumo di prodotti dolciari industriali, di snack salati e di bevande zuccherate. Tanto che a fare le spese del sovrappeso, proprio al Sud, sono oggi soprattutto i bambini, che una volta abituati a questi sapori intensi non apprezzano più i cibi semplici e meno pericolosi. Questo vale anche per i grassi, che contribuiscono a rendere un alimento irresistibile: proprio i primi erano presenti nella dieta dell’uomo preistorico per l’11 per cento mentre oggi toccano il 40, con conseguenze per la salute. In ogni caso, al di fuori delle buone norme della dieta mediterranea, ogni altro regime alimentare andrebbe prescritto su misura dal medico, evitando il fai da te.

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