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Diarrea, quanto incidono gli sbalzi termici

Diarrea, quanto incidono gli sbalzi termici

Copriti che ti viene mal di pancia. Quante volte da bambini ci siamo sentiti ripetere questa frase… Ma c'è qualcosa di vero? In altre parole, gli sbalzi termici possono effettivamente causare mal di pancia e diarrea? Qualcosa di vero nel consiglio della mamma c'è. Ma non è tanto il freddo in quanto tale, quanto il brusco cambiamento di temperatura a poter causare questi sintomi. Così ad esempio con l'estate un brusco passaggio da un ambiente caldo a uno climatizzato (e viceversa) può dare luogo a mal di pancia, crampi e diarrea. Gli sbalzi di temperatura possono infatti causare contrazioni e un successivi rilassamenti delle pareti dell’intestino, e ciò per diverse volte di seguito. In particolare laddove il freddo provoca la contrazione della muscolature intestinale, il caldo la distende. In questo modo però si attiva la motilità intestinale in modo anomalo, causando sintomi specie in chi già soffre di sindrome dell'intestino irritabile. Se dunque sarebbe meglio evitare ambienti con un'aria condizionata eccessiva e mantenere quella di casa a una temperatura non troppo bassa rispetto a quella esterna, è sempre raccomandabile coprirsi la pancia in caso di cambi di temperatura.

I danni alla flora batterica

Teniamo presente inoltre che i repentini cambiamenti di temperatura possono causare uno stress fisico che porta a un abbassamento delle difese immunitarie, con un danno al normale equilibrio della flora batterica intestinale. Specie con l'arrivo della bella stagione è quindi fondamentale migliorare la nostra alimentazione: optiamo per una dieta leggera: mantenendo lo stesso tipo di alimentazione del resto dell'anno la nostra digestione sarà appesantita e lenta, e ciò può peggiorare i sintomi dispeptici (cattiva digestione) e un eventuale reflusso gastroesofageo.

Bella stagione, affidiamoci ai simbiotici

Quando però il cambio di stagione e dunque di temperatura, l'alimentazione meno regolare o i viaggi intaccano la funzionalità intestinale, un aiuto viene anche dall'uso di integratori a base di probiotici, prebiotici e, meglio ancora, di simbiotici. Se i primi sono microrganismi vivi che conferiscono benefici alla salute quando consumati come parte di un alimento o attraverso integratori, i secondi sono sostanze alimentari non digeribili che favoriscono la crescita e l’attività di batteri già presenti nel tratto intestinale o di quelli assunti sotto forma di probiotici. I simbiotici invece sono alimenti e nutraceutici che contengono sia probiotici che prebiotici: ciò consente un vantaggio in termini di azione sinergica degli uni e degli altri. Ottimi quelli che associano la fibra di psyllium ai fermenti lattici vivi: laddove la prima è una fibra prebiotica capace di apportare nutrimento alla microflora intestinale, i secondi (come i lattobacilli e i bifidobatteri) rinforzano la flora batterica esistente.

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