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Atrofia vaginale, quanto incide il diabete

 Atrofia vaginale, quanto incide il diabete

Metà delle donne a tre anni dalle ultime mestruazioni può soffrire di secchezza o addirittura atrofia vaginale. La causa? Chiaramente la scomparsa degli estrogeni, che prima dei cinquant'anni garantiscono l’equilibrio psicofisico. L’atrofia vulvovaginale in particolare è una condizione particolarmente fastidiosa. Se infatti i suoi sintomi iniziano come quelli di una semplice secchezza vaginale - ovvero irritazione, prurito, bruciore e dolore durante i rapporti - con il tempo la situazione può degenerare. Nell'atrofia vulvovaginale infatti si assiste a una progressiva modificazione della struttura del tessuto interno alla vagina e della vulva. In pratica questi diventano fragili e sono soggetti a lacerazioni. Non sono rari i casi in cui all'atrofia si affianca anche il cosiddetto lichen scleroatrofico, ovvero una forma di invecchiamento dei tessuti causato dall'attacco di anticorpi. In questo caso oltre a dolore e prurito si affianca anche una degenerazione della cute che diviene biancastra e secca con un assottigliamento delle labbra e la formazione di ematomi rossastri o violacei. 

Quanto conta il diabete nella salute femminile 

Pochi sanno però anche il diabete può influire pesantemente su queste condizioni e in generale sulla funzione sessuale della donna. Nel diabete infatti si assiste ad alterazioni del metabolismo degli zuccheri e dei grassi, con una tendenza all’aumento di peso. Questo è a sua volta causa di un’infiammazione diffusa prodotta da sostanze infiammatorie prodotte dalle cellule adipose. Proprio secchezza vaginale e atrofia vulvovaginale sono legate anche al diabete, che può indebolire direttamente i tessuti facilitandone la degenerazione. Del resto peggiore è il controllo glicemico e maggiore la durata del diabete, maggiore sarà anche la probabilità di andare incontro a vaginiti ricorrenti da candida che causano infiammazioni come vestiboliti con dolore all’inizio del rapporto. Con il diabete aumentano anche le cistiti, in particolare da Escherichia Coli: si calcola in particolare che il rischio di questa infezione aumenta di tre volte rispetto alle donne non diabetiche. 

Rimedi naturali contro la secchezza vaginale 

Ovviamente è possibile dare sollievo alla secchezza vulvovaginale e prevenire e trattare l'atrofia dopo la menopausa e in particolare in presenza di diabete. Al di là dei regolari controlli ginecologici e della necessità di controllare il diabete al meglio, un aiuto locale viene dai rimedi - anche naturali, in grado di rigenerare l'area vulvovaginale, ristabilendo la corretta elasticità dei tessuti. In questo senso da tempo studi hanno dimostrato l'utilità dell’acido ialuronico che idrata e ripara i tessuti grazie anche a un'azione antiossidante. Componente importante di tutti i tessuti e in particolare della pellicola di zuccheri in cui, all'interno dell'habitat vaginale, vivono e proliferano i bacilli essenziali alla lubrificazione, questa sostanza è presente in diversi prodotti oggi disponibili sul mercato. Ottime inoltre anche le creme protettive ricche di proteine naturali, come la sericina, con funzione emolliente.

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